Allattamento e sport. Binomio possibile?

 

 

Parliamo di allattamento e sport. 

Binomio possibile? Assolutamente Si.

Lo sport inacidisce il latte materno? Tutto falso. Una recente ricerca ha lanciato l'inversione di tendenza: muoversi durante l'allattamento fa bene alla mamma e al bebè.

Con le dovute cautele, lo sport in allattamento rappresenta un valido aiuto per riprendere la forma fisica pre-gravidanza, specie se associato a una dieta sana ed equilibrata.

Fare sport mentre si allatta, inoltre, può contribuire a migliorare l’umore della puerpera e la percezione di sé stessa, aiutando a prevenire la depressione post partum e migliorando il benessere complessivo di mamma e bambino.

Praticare attività sportiva durante il periodo dell’allattamento non compromette le qualità e la quantità del latte materno e gli ottimi benefici per il neonato. 
A dimostrarlo sono numerose ricerche scientifiche che rassicurano tutte quelle neo-mamme che vogliono ritornare in forma dopo il parto senza rinunciare al piacere di allattare al seno il proprio bambino. 
Uno studio della University of North Carolina di Greensboro, ha mostrato, ad esempio, come l’attività fisica sia positiva per la qualità del latte materno. L'attività fisica, infatti, favorirebbe la produzione degli acidi grassi polinsaturi (LC-PUFA) nel latte materno. 
Nello specifico, aumenterebbe la produzione degli acidi alpha-linolenico e linoleico, essenziali per il corretto nutrimento del bambino. Secondo i ricercatori americani, per ottenere questi benefici è sufficiente praticare attività fisica per mezz’ora tre giorni alla settimana.

Un altro studio statunitense, condotto dalla Emory University di Atlanta e pubblicato sulla rivista Pediatrics, ha dimostrato che un moderato esercizio fisico non altera la qualità del latte materno e comporta benefici per la salute delle donne. L’equipe di ricercatori, guidata da Cissy Geigerman, ha studiato un campione di donne con figli di circa 3 mesi. Alcune di loro hanno praticato attività fisica per 30 minuti al giorno, tre volte alla settimana, mentre altre non hanno fatto movimento o lo hanno praticato sporadicamente.

Dall’analisi è emerso che il latte materno non ha subìto alterazioni in seguito alla pratica dell’attività fisica e che le donne sportive hanno registrato migliori condizioni del sistema cardiovascolare. L’esercizio fisico non ha modificato la qualità del latte materno sia per quel che riguarda le sostanze nutritive in esso presente, come proteine, zuccheri, grassi, vitamine e sali minerali, sia per quel che concerne gli anticorpi e le sostanze di difesa utili per lo sviluppo del sistema immunitario del bambino. Nello specifico, risultano inalterati i livelli della immunoglobuline A, utili per le difese immunitarie del piccolo, della lattoferrina, che protegge l’intestino del neonato e del lisozima, che protegge le mucose degli occhi, del naso e della bocca del bimbo.

L’attività fisica, come precisano i ricercatori, deve essere moderata.

Le mamme dovrebbero evitare di eccedere nella fatica dato che allattare al seno un bambino comporta un consumo di circa 500 calorie al giorno. 
Un eccessivo esercizio fisico come può succedere nello sport a livello agonistico, inoltre, può determinare un aumento del contenuto di acido lattico nel latte materno
L’aumento dell’acido lattico non è nocivo per il bambino, ma può rendere meno gradevole il gusto del latte per il bambino. In questo caso, se la mamma non intende rinunciare allo sport, può estrarre con il tira-latte il latte prima dell’attività fisica per poi darlo al bambino quando necessario. 

Gli studiosi, però, sono concordi con l’idea di praticare attività fisica con moderazione. Durante gli esercizi fisici è importante ricordarsi di bere molta acqua perché sudando si perdono molti liquidi e l’acqua è indispensabile per la produzione del latte materno.

 

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